S.O.S. FOBIA!

Abluto-fobia, Opto-fobia, Venustra-fobia…what?

Spesso, quando si parla di fobia, si tende a citarne forme impronunciabili come Koumpouno-fobia (paura dei bottoni) o Triscaideca-fobia (paura del numero 13). Mi spiace dirlo, ma è solo un modo per renderla più affascinante!

Indipendentemente dallo stimolo attivante, la fobia ha caratteristiche e manifestazioni specifiche. In psicologia si definisce come:

paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazioni specifiche.

Photo by Charos Pix on Foter.com / CC BY-NC-SA

Avete presente quando Tweety dice “mi è semblato di vedele un gatto“? In quel momento è sicuramente spaventatO (sì, Tweety è maschio!), ma non è fobico.

Perchè? Non sono presenti tutti gli “ingredienti” indispensabili per sviluppare una fobia:

  • Oggetto fobico: può variare fra una moltitudine di stimoli, diventa fobico perchè il soggetto lo interpreta come fortemente minaccioso.
  • Intensa Paura: ciò comporta un’eccessiva attivazione neurofisiologica, vissuta come fastidiosa, che si manifesta con tachicardia, respiro affannoso, vertigini, nausea, formicolio negli arti ecc.;
  • Evitamento: la paura porta ad evitare, in modo sistematico, tutte quelle situazioni, anche piacevoli e desiderate, in cui è possibile incontrare lo stimolo temuto;
  • Bassa Self-Efficacy: convinzione di non avere le capacità per far fronte al pericolo.

Come nasce una fobia?  Ci sono diverse teorie:

  • Evoluzionistica: l’essere umano ha sviluppato una maggiore sensibilità a stimoli minacciosi per la sopravvivenza;
  • Comportamentista: la persona impara a temere uno stimolo neutro, perché associato a uno stimolo avversivo;
  • Cognitivista: a prescindere da come si sia appresa la pericolosità dello stimolo, la fobia è alimentata dalla convinzione mentale che lo stimolo è estremamente minaccioso e impossibile da fronteggiare. 

Come uscirne? Familiarizzando con ciò che ti terrorizza:

  1. Controlla la paura: prova a rilassarti, respirando profondamente e col diaframma;
  2. Fotografa la tua paura: valuta cosa ti spaventa dello stimolo e quanto sia realmente pericoloso;
  3. Identifica le tue risorse: scrivi una lista di tutto ciò che puoi fare nel caso in cui si presentasse lo stimolo (escludendo l’evitamento);
  4. Affronta ciò che temi: avrai paura, ma ora sai cosa fare!
  5. chiedi aiuto: se ti sembra troppo difficile, puoi rivolgerti ad un professionista.

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Mariposa

Mariposa, 27 anni, psicologa e aspirante psicoterapeuta. Mariposa in spagnolo vuol dire"farfalla" e per me identifica lo scopo della psicologia, ossia il cambiamento, la possibilità di adattarsi al mondo e di mutare nel migliore dei modi.