BABY BOSS – UN LEADER NATO

Un mondo nascosto, quello dei neonati e dei fratelli maggiori

Una trama leggera ma mai banale che, ancora una volta, rispecchia la volontà di leggere il mondo in maniera diversa, attraverso la cornice dell’animazione.

Una storia assurda e intrigante:

Nella vita di un bambino arriva, di punto in bianco e senza gravidanze, un fratello minore. I genitori non sembrano stupiti di nulla, nemmeno del fatto che questo neonato vesta con un completo nero, giacca e cravatta. Solo il fratello maggiore nutre dei sospetti e indagando scoprirà che il piccolo arrivato in realtà parla e ha conversazioni telefoniche con dei capi, in parole povere è un manager del mondo dei neonati, prende delle medicine per non crescere e non comportarsi da bambino. Il compito per il quale è stato spedito è indagare una misteriosa società (di cui i genitori in questione sono impiegati) che pare aver messo a punto un modello di cucciolo di cane che non cresce mai, dunque destinato a soppiantare i neonati nel grande mercato della tenerezza.
Se riuscirà nella sua impresa potrà tornarsene da dov’è venuto e lasciare che la famiglia torni monogenita. Tutto, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, è una gigantesca metafora dell’arrivo di un secondogenito e come, dagli occhi del primo, questo sembri diventare di colpo il capo di tutta una famiglia ora al suo servizio.”

Baby Boss è un buon cartone animato, dotato di spunti umoristici semplicemente geniali e terribilmente veritieri, molto ben concepito. Gag slapstick ed un senso ostentato della modernità, riferimenti, musiche, dettagli ed elementi che diventano indimenticabili, pur restando marginali.

Scene di azione di altissima qualità e dialoghi veloci e coinvolgenti, che non perdono mai di vista il loro compito descrittivo del rapporto tra fratelli, insomma una divertente storia di amore condiviso!

VOTO: 8

Framo

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Francesco Amori

Scrittore, presente in “Racconti dall’Abruzzo e dal Molise” della Historica Edizioni (2018). Poeta edito nella raccolta di Poesia contemporanea “Sentire” della Pagine (2016).